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Brescia, Colle San Zeno: clima da guerra, strage di uccelli migratori

By LiveMan

CACCIA, VIDEO SHOCK SU YOUTUBE: clima da guerra nel bresciano e strage di uccelli migratori. Ultime notizie Brescia – UnoNotizie.it -  Decinedi cacciatori che sparano a tutto quello che vola, una strage diuccelli migratori che sta suscitando vergogna e indignazione nelpopolo di Internet. E’ la LIPU-BirdLifeItalia a diffondere oggi un video girato dai volontaridel CABS [...]

Municipio VI. Villa Certosa. Salta la mozione per il “Pratino”. Scontro fra PD e PDL.

By Claudio Gnessi


Il cosiddetto “pratino” di Villa Certosa è da anni rivendicato dal quartiere come spazio necessario e vitale. Lotte, manifestazioni e pressioni si sono succedute in queste anni per strappare l’unico vero lembo di verde della zona al degrado e al crimine (storia recente è il ritrovamento di proiettili e fucili). Martedì 29 Novembre, finalmente arriva il sopralluogo in cui il capo della segreteria del Sindaco, Antonio Lucarelli, che si assume di fronte ai cittadini l’impegno di rencitare e (…)

COMUNE

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Ambiente, Tavolo Trasparenza Regione Campania su attività Sogin, guidata da Giuseppe Nucci. Bonifica Garigliano entro il 2020

By phinetblog

Centrale nucleare del Garigliano, bonifica entro il 2020. Riunito il Tavolo della Trasparenza sui lavori di bonifica affidati a Sogin, la società di Stato che si occupa della bonifica dei siti nucleari italiani e della gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi guidata da Giuseppe Nucci. I dettagli sul progetto di bonifica nel video Sogin. Voglio [...]

Al Museo A come Ambiente di Torino si fabbrica… l’acqua! VIDEO

By LiveMan

Tv ragazzi, ambiente e acqua potabile, ultime notizie Torino – Con le telecamere di MUKKO PALLINO siamo andati al Museo A come Ambiente di Torino ad esplorare un piano che и una vera e propria Fabbrica dell’Acqua, “un’azienda -  dice il Direttore del museo, Carlo De Giacomi ai microfoni del format di Dario Nuzzo, art [...]

Municipio VI. Cittadini finanziano l’area cani dell’Acquedotto Alessandrino.

By Claudio Gnessi


Nasce l’area cani del parco Sangalli all’Acquedotto Alessandrino. La zona (situata a ridosso della bocciofila) è stato recintata con pali in legno e separata dal resto del parco per consentire una migliore coabitazione fra bambini, adulti e amici a quattro zampe. L’iniziativa è stata ideata, promossa e realizzata direttamente da un gruppo di cittadini residenti nella zona (riunito nel comitato “4 Zampe”) con il via libera del Municipio che ha approvato il progetto. Le spese di creazione (…)

COMUNE

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Qualità dell’aria, targhe alterne nella Fascia Verde. Oggi ferme le dispari, domani le pari

By M.C.G.


Oggi, giovedì 1 dicembre, a Roma – entro la Fascia Verde – si circola a targhe alterne: fermi gli autoveicoli, i motoveicoli e i ciclomotori con targa dispari, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 21. In considerazione dei dati parziali rilevati dalle centraline Arpa, il Dipartimento Ambiente di Roma Capitale dispone la misura delle targhe alterne anche per domani, venerdì 2: lo stop in questo caso riguarda le targhe pari, incluso lo zero, per le stesse categorie di veicoli e nei medesimi orari. (…)

COMUNE

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”Ponga veto sul nuovo codice forestale”

By LiveMan

GREENPEACE RECAPITA MESSAGGIO ALLA PRESIDENTE BRASILIANA ROUSSEF: ”Ponga veto sul nuovo codice forestale”. Ultime notizie Roma – Oggi attivisti di Greenpeace visitano le ambasciate brasiliane di 14 cittа del mondo per chiedere alla Presidente Roussef di mettere il veto sull’approvazione del nuovo codice forestale. Il messaggio и stato recapitato anche a Piazza Navona, dove gli [...]

Italia dei veleni, ora c’è la mappa

By David Incamicia
Quindici aree al sud, ventuno al nord e otto al centro. E’ la mappa del territorio malato di amianto e diossina, disseminato di discariche pericolose e di siti tossici abbandonati. Porto Marghera e Gela, Taranto e Porto Torres, Brindisi e Massa Carrara, ma anche Castel Volturno e il Melfese nell’ex “isola felix” Basilicata. Da decenni questi ed altri territori vivono nel più assoluto inquinamento, eredità di un processo di industrializzazione che avrebbe dovuto diffondere sviluppo e benessere ma che invece e sovente ha significato degrado e morte.

I centri più colpiti sono 44, dove le misure di bonifica non sono mai decollate ed il tasso di morbilità tumorale ha raggiunto punte elevatissime con le vittime che si contano ormai a migliaia. Questi dati, “biologicamente ed ecologicamente” disastrosi, sono stati appena diffusi dallo studio “Sentieri”, Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità. Evidenziano numeri impressionanti, da cui emerge un quadro di profondo malessere in cui molti cittadini rischiano quotidianamente la vita solo perchè risiedono vicino a fonti di emissioni pericolose, respirando aria contaminata e mangiando prodotti tossici che essi stessi coltivano.
Il veleno agisce ovunque e nell’ombra, contro l’ambiente e contro le persone. I killer più spietati sono le industrie insalubri e le discariche abusive. Come a Taranto, dove l’Ilva confina con il centro abitato e i bambini continuano a morire per la diossina. O come nelle zone lucane della Val d’Agri e del Metapontino, dove le falde acquifere risentono dei depositi nocivi degli stabilimenti estrattivi di gas e petrolio. Ma ad aggravare il quadro è anche l’incuria delle istituzioni, non di rado oggetto di sospetti di collusione col malaffare tutt’altro che infondati.
L’esempio di maggior clamore, in tal senso, riguarda di nuovo la Basilicata dove proprio di recente sono stati inquisiti diversi politici e disposti gli arresti domiciliari nei confronti di numerosi funzionari pubblici rei di aver omesso i prescritti controlli – e in taluni casi di averne invece contraffatto gli esiti – sull’impianto mega inceneritore “Fenice” di San Nicola di Melfi, autentica bomba ecologica che ha infestato l’aria, l’acqua e i terreni dell’area Nord della regione (della quale chi scrive è originario).
Le località altamente inquinate, nell’indagine svolta dall’Iss sono state ribattezzate “Sin”: Siti di bonifica di interesse nazionale. Le statistiche di mortalità relative alle aree di riferimento, circa 300 comuni con oltre 5 milioni e mezzo di abitanti, hanno fatto emergere nel periodo ricompreso fra la metà degli anni ‘90 ed il 2002 ben 10 mila decessi in più (dei quali circa 9000 nel solo Meridione, dove le cosiddette “ecomafie” e il sistema di corruttele perversano) rispetto alla cifra attesa considerando tutte le cause di morte. Limitando l’analisi alle patologie chiaramente ricollegabili, invece, alla prossimità urbana agli stabilimenti siderurgici e alle raffinerie, alle miniere e alle cave, alle discariche e ai centri di trasformazione, il dato delle morti si attesta intorno a poco più di 3.500 unità, che rimane comunque sproporzionato e intollerabile.
Nello specifico, una delle casistiche più ricorrenti è quella rappresentata dalle morti per tumore alla pleura contratto nei siti contaminati da amianto. Tra questi, particolare rilevanza assumono le situazioni di Casale Monferrato, Broni, Biancavilla, Massa Carrara, Priolo, Pitelli, di alcuni comuni situati lungo il litorale vesuviano e dei territori confinanti con lo stabilimento “Fibronit” di Bari.
L’impatto sulle popolazioni locali delle presenze industriali ed estrattive di Taranto, Gela, Porto Torres, Sulcis-Iglesiente e Porto Marghera assume addirittura tratti drammatici per quanto concerne l’incidenza letale dei tumori polmonari e delle malattie respiratorie in genere. Gli aumentati decessi per insufficienza renale e per altre malattie del sistema urinario sono invece fortemente legate alle emissioni di metalli pesanti, di composti alogenati e di idrocarburi nei dintorni degli stabilimenti di Piombino, Massa Carrara e Orbetello. Si registra, infine, un incremento anomalo delle morti per malformazioni congenite nelle aree di Falconara e Milazzo.
LA MAPPA DEI SITI DA BONIFICARE
Le patologie colpiscono indiscriminatamente tutta la popolazione e non soltanto gli operai che hanno lavorato nei siti industriali interessati dal dossier. E’ questa la conclusione amara dello studio epidemiologico dell’Istituto Superiore di Sanità. Il più subdolo fra i veleni, quello che colpisce le sue vittime nascosto nelle tubature e nei rivestimenti di case ed edifici pubblici, è proprio l’amianto, che nel nostro Paese uccide purtroppo 3 mila persone ogni anno.
L’impiego di tale minerale è stato bandito in Italia da circa un ventennio ma nel nostro ecosistema ne restato a tutt’oggi 32 milioni di tonnellate, pari a 5 quintali per ogni cittadino. Lo smaltimento, nonostante viviamo in un’era ipertecnologica, è fra i maggiori problemi che impediscono una piena e definitiva opera di bonifica. E il livello di rischio cancerogeno, come denunciano gli esperti del Ministero della Salute, è ancora scarsamente percepito dalla stessa popolazione.
Il primato negativo, in tal caso, spetta al Piemonte con 200 nuovi malati all’anno. Qui aveva sede la fabbrica “Eternit”, i cui vertici sono ancora sotto processo con migliaia di parti lese, in prevalenza ex operai e dipendenti, in attesa di risarcimento. Ma è significativa anche l’esposizione familiare, con nuovi casi che riguardano mogli e figli entrati in passato in contatto con l’amianto tramite gli indumenti dei lavoratori esposti. L’Iss calcola che l’aumento dell’incidenza della connessa forma tumorale, il mesotelioma, durerà almeno fino al 2015.
Riassumendo i dati del rapporto, sono oltre 9 milioni gli italiani residenti in aree contaminate, che rappresentano il 3% dell’intero territorio nazionale. La Sardegna è la regione più contaminata con 445 mila ettari di terreno da bonificare, seguita dalla Campania con 345 mila ettari. I siti a rischio sono in tutto 57 e la relativa “speciale” classifica vede stavolta in testa la Lombardia con 7 siti, seguita nuovamente dalla Campania con 6, da Piemonte e Toscana con 5, da Puglia e Sicilia con 4.
Al di là della mappatura delle aree degradate in attesa di risanamento, la cui definizione è certamente un passo in avanti, permane lo stato di emergenza denunciato ad esempio dall’associazione dei geologi e dovuto all’assenza di un piano nazionale per le bonifiche che conti su investimenti certi e su procedure snelle ed efficaci. Occorre, insomma, uno strumento normativo che vincoli più seriamente le istituzioni e le autorità di vigilanza e le preservi dalle infiltrazioni della criminalità organizzata.
La percentuale di malattie tumorali e di decessi, che nelle zone “testate” dall’Iss aumenta come visto in maniera esponenziale, finisce per riflettersi negativamente anche sulle rispettive economie, legate nella maggior parte dei casi prevalentemente al turismo e all’agricoltura. Per tale ragione, concludono gli scienziati impegnati in questa campagna di sensibilizzazione, vanno prese decisioni coraggiose che consentano di passare dalla perenne logica emergenziale degli ultimi anni a una fase attuativa.
LE TABELLE DELLO STUDIO “SENTIERI”
 
 


Al ministro dell’Ambiente Clini, Greenpeace chiede cambiamento politica sul clima

By LiveMan

Greenpeace, conferenza Durban: al ministro Clini cartoline dal caos climatico, ultime notizie Roma – In occasione dell’apertura dei lavori della diciassettesima conferenza sul Clima dell’ONU, in corso a Durban in Sud Africa, Greenpeace chiede al ministro dell’Ambiente Corrado Clini di voltare pagina rispetto alle politiche sul clima adottate dai governi italiani precedenti e di lavorare [...]

Biodiversità Cibo e Cultura nel Lazio – Piazza Mastai

By M.C.G.


Il 4 dicembre 2011 a Piazza Mastai appuntamento con “Biodiversità, cibo e cultura nel Lazio” La proposta di “TeRRRe, Arte, Sostenibilità e Cultura” all’insegna dell’“agire localmente pensare globalmente” tra banchi di produzioni tipiche locali, incontri con massimi esperti e proiezioni. Un evento a Km0 patrocinato da Arsial, Provincia di Roma, Municipio Roma Centro Storico e Centro Internazionale Crocevia Parte dal cuore di Roma, Piazza Mastai a Trastevere, il messaggio dell’associazione (…)

AGENDA

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