Internet

2012, saranno ancora lotte e sacrifici ma all’insegna della tecnologia

lunedì, gennaio 2nd, 2012
Se n’è appena andato un anno terribile, segnato da sofferenze sociali ed economiche senza precedenti capaci di fiaccare perfino l’opulento occidente. Prende il suo posto il 2012, già carico di cattivi presagi alimentati dalla famigerata profezia dei Maya (tranquilli, fra 12 mesi saremo ancora qui a ridere con Crozza dell’ultima parodia di Kazzenger) e che certamente continuerà a funestare la finanza globale costringendoci a nuove e massicce dosi di lacrime e sangue.

Tuttavia, forse è proprio a causa del crescente disagio fra le popolazioni del pianeta che si può affermare che l’anno che comincia fornirà nuovi spazi e nuove opportunità sul piano dell’interazione digitale e dei progressi tecnologici. E’ ormai evidente, infatti, che col passare del tempo si ampliano le occasioni di interconnessione e di contaminazione. Gli smartphone, in particolare, ci stanno abituando a condividere in Rete ogni nostro movimento quotidiano. Il fenomeno viene analizzato dal sito specializzato Global Publishers Italia, che riprende la previsione sulle principali tendenze “social” del 2012 così come vaticinate da David Armano, notissimo guru di Harvard.
Certo, non sempre si tratta di aspirazioni realmente utili. Se, ad esempio, si prende come riferimento un recente esperimento della Coca Cola, che ha creato un parco dove gli utenti sono muniti di un badge che consente, strisciandolo negli esercizi commerciali, di pubblicare sul proprio profilo Facebook ciò che si sta facendo in quel momento, allora viene da maledire l’eccessiva invadenza di Internet. Domino’s Pizza, per citare un altro caso “insolito”, ha installato uno schermo gigante in Time Square per far scorrere i feedback non filtrati dei suoi clienti. Non può essere questa la nuova ed auspicabile frontiera dell’interconnessione fra mondo digitale e vita reale.
Se è vero che è in corso una gara a sviluppare sistemi in grado di premiare chi esercita la maggior influenza sui social network, meglio forse spostare lo sguardo altrove. Una piattaforma che sta emergendo è Klout, la cui missione è di convertire appunto l’influenza in valore economico. Chiunque abbia qualcosa da dire, che si tratti di cittadini comuni o di più celebri opinion leaders, ha ora la possibilità di trasformare la propria capacità di influenzare gli altri in guadagno, grazie a una ben definita un’unità di misura.
Idee, opinioni e aggiornamenti di stato sono ciò che davvero rende i social media potenti. L’industria della comunicazione e dell’informazione l’ha compreso prima di altri settori, aggiungendo possibilità di condivisione dei contenuti e guadagnando così in termini di contatti e di risultati sui motori di ricerca. Su questa scia, è l’e-commerce che punta adesso a nuove opportunità di pubblicazione, dalla recensione di una scheda prodotto direttamente dal sito fino alla condivisione della vacanza appena prenotata o al suggerimento di un qualsiasi servizio sulla propria bacheca. Insomma, è l’affermazione del “total sharing” oltre i semplici contenuti.
E la televisione, saprà adeguarsi all’incedere della rivoluzione digitale o resterà indietro? Guardare la tv è per molte persone già di per sè un’attività sociale. Sono tante, per esempio, le trasmissioni che consentono agli spettatori di commentare la diretta attraverso gli sms o su Twitter, ma nel 2012 l’interazione con la ”scatola magica” diventerà un’esperienza ancora più social. E’ nata da poco, ad esempio, l’innovativa piattaforma Get Glue, che permette di fare un vero e proprio “check-in” alle trasmissioni preferite e di creare album a tema. Una tendenza destinata a stravolgere il mercato del settore, da sempre scosso dalle polemiche sul sistema di rilevazione degli ascolti.
Visto che, come ci ha ricordato pure il presidente Napolitano nel suo discorso di fine 2011, il nuovo anno si porterà dietro i vecchi problemi economici, lo stesso settore dei soldi si sta avviando lungo un sentiero caratterizzato dall’approccio più social. Alcune interessanti piattaforme, in particolare, si stanno dotando di strumenti di “micro-economia”, per dare a chiunque abbia un progetto la possibilità di attuarlo ricorrendo a forme di sostegno spontaneo in Rete in cambio di un piccolo ritorno economico. Una di queste di chiama Quirky e si occupa di ricerca, consentendo alle idee più valide di essere notate e aiutate a essere prodotte e vendute. La formula è quella del guadagno/risparmio, con tanti altri esempi di siti in cui a farla da padrone è la negoziazione diretta tra i singoli col superamento di ogni sovrastruttura.
Non c’è che dire, tante belle e promettenti innovazioni. Ma guardando alla sola realtà italiana, quale potrà essere l’impatto del progresso tecnologico? Dai dati dell’ultimo censimento Istat, si evince la sempre maggiore dimistichezza degli italiani con le nuove tecnologie ma si confermano altresì gli storici ritardi. Nel 2011, rispetto al 2010, è cresciuta di oltre un punto percentuale la quota di famiglie in possesso di un personal computer attestandosi intorno al 59%. L’accesso a Internet (54,5%) è invece aumentato di circa due punti percentuali, così come la connessione a banda larga (dal 43,4% al 45,8%).
Questo andamento è dovuto soprattutto ai giovani. Le famiglie con almeno un minorenne sono infatti quelle più tecnologiche, con l’84,4% che possiede un computer, il 78,9% che ha accesso a internet e il 68% che utilizza la banda larga. Sul piano della composizione sociale e demografica degli utenti, al Nord (con valori intorno al 50%) si naviga in Rete maggiormente che al Sud (distanziato di una decina di punti percentuali). Il divario si fa ancora più sensibile (quasi 25 punti percentuali) fra i nuclei in cui il capofamiglia è un operaio e quelli in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista.
Quanto ai motivi dell’utilizzo, gli italiani frequentano la Rete prevalentemente per spedire o ricevere e-mail (80,7%) e per cercare informazioni su merci e servizi (68,2%). Rispetto al passato, cresce pure la quota di coloro che usano Internet per leggere news online (+7%) e per avere consigli sanitari (+5%). Rimane stabile, infine, il numero di persone che si rivolgono al web per ottenere informazioni dai siti della Pubblica Amministrazione.
Analoga fotografia l’ha scattata sul finire del 2011 il Censis, che ha concentrato l’attenzione proprio sulle nuove generazioni. Intanto, viene confermato il dato che vuole oltre la metà degli italiani connessi, traguardo raggiunto grazie appunto alle fasce più giovani e più istruite della popolazione (87,4% rispetto al 15% degli anziani e al 37,7% dei meno scolarizzati).

Secondo il rapporto dell’istituto di Piazza Novella, il 12,3% degli italiani (26,8% per i giovani) cerca lavoro sul web; il 37,9% (46,5% per i giovani) si connette per cercare una strada o una località; il 22,5% (18,6% per i giovani) compie operazioni bancarie; infine, il 26,5% ascolta musica, il 19,3% fa acquisti, il 18% prenota viaggi e il 14,6% guarda un film (si tratta, in tali ultimi casi, quasi esclusivamente di giovani).

Per quel che riguarda l’informazione, anche per il Censis cresce la quantità di italiani (29,5%) che attinge le notizie dal web. Dato che lievita al 49% nel caso dei giovani, usi a consultare anche portali non strettamente giornalistici. In particolare, il 26,8% s’informa con Facebook, il 16,7% con Youtube, il 12,9% con gli sms  (per i giovani la percentuale sale al 17,1) e il 2,5% con Twitter (4,8% per i giovani).

Al di là dei dettagli forniti dalle statistiche, tutti i principali punti di osservazione demoscopica e i maggiori analisti in campo tecnologico annunciano che nel 2012, esattamente come negli ultimi anni, il web si caratterizzerà comunque, almeno per quella fetta di netizen più evoluta e sensibile, come uno strumento sempre più sociale mediante il quale condurre battaglie civili e sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto a tematiche assai rilevanti. Purtroppo, in questo senso, le occasioni per fare Rete e per mobilitarsi continueranno a non mancare.

Tale tendenza è stata ripresa dalla giornalista Sara Picardo nel libro Net@twork, storie di lotte di uomini e donne in Rete, di recente pubblicazione e che vale la pena leggere. Affronta tante vicende di disperazione e di conflitto sociale: dalle ex lavoratrici dell’Omsa alla mamma di Federico Aldrovandi, dai blogger che hanno acceso la miccia della primavera araba ai dissidenti perseguitati dal regime cinese, dai cassaintegrati dell’Asinara ai giovani palestinesi di Gaza, dai precari del call center Teleperformance al Popolo Viola. Tutte rievocate, attraverso la stessa voce dei protagonisti, dal punto di vista della Rete che ha consentito loro di sfondare la rigida barriera eretta dal cosiddetto giornalismo mainstream.

Di persone che hanno affidato alla sconfinata comunità del web i propri messaggi di dolore e le proprie battaglie, cercando ascolto dopo essere stati ignorati dall’informazione che conta, sono pieni i blog e i social network. Esempi “vissuti” che testimoniano le infinite potenzialità della Rete e i motivi per cui, come osserva la stessa autrice di Net@twork, una protesta isolata come quella dei lavoratori sardi della Vinyls può incontrare più sostenitori di quanti telespettatori (idioti e decerebrati!) non ottenga il Grande Fratello.

Insomma, il progresso è tale solo se si rivela utile alla società e se trova in essa ampie possibilità di condivisione. A maggior ragione se si tratta delle moderne tecnologie con le quali, volenti o nolenti e specialmente nel decisivo ambito della comunicazione, tutti dovremo imparare a fare i conti. Proprio come con la crisi economica.


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2012, saranno ancora lotte e sacrifici ma all’insegna della tecnologia

lunedì, gennaio 2nd, 2012
Se n’è appena andato un anno terribile, segnato da sofferenze sociali ed economiche senza precedenti capaci di fiaccare perfino l’opulento occidente. Prende il suo posto il 2012, già carico di cattivi presagi alimentati dalla famigerata profezia dei Maya (tranquilli, fra 12 mesi saremo ancora qui a ridere con Crozza dell’ultima parodia di Kazzenger) e che certamente continuerà a funestare la finanza globale costringendoci a nuove e massicce dosi di lacrime e sangue.

Tuttavia, forse è proprio a causa del crescente disagio fra le popolazioni del pianeta che si può affermare che l’anno che comincia fornirà nuovi spazi e nuove opportunità sul piano dell’interazione digitale e dei progressi tecnologici. E’ ormai evidente, infatti, che col passare del tempo si ampliano le occasioni di interconnessione e di contaminazione. Gli smartphone, in particolare, ci stanno abituando a condividere in Rete ogni nostro movimento quotidiano. Il fenomeno viene analizzato dal sito specializzato Global Publishers Italia, che riprende la previsione sulle principali tendenze “social” del 2012 così come vaticinate da David Armano, notissimo guru di Harvard.
Certo, non sempre si tratta di aspirazioni realmente utili. Se, ad esempio, si prende come riferimento un recente esperimento della Coca Cola, che ha creato un parco dove gli utenti sono muniti di un badge che consente, strisciandolo negli esercizi commerciali, di pubblicare sul proprio profilo Facebook ciò che si sta facendo in quel momento, allora viene da maledire l’eccessiva invadenza di Internet. Domino’s Pizza, per citare un altro caso “insolito”, ha installato uno schermo gigante in Time Square per far scorrere i feedback non filtrati dei suoi clienti. Non può essere questa la nuova ed auspicabile frontiera dell’interconnessione fra mondo digitale e vita reale.
Se è vero che è in corso una gara a sviluppare sistemi in grado di premiare chi esercita la maggior influenza sui social network, meglio forse spostare lo sguardo altrove. Una piattaforma che sta emergendo è Klout, la cui missione è di convertire appunto l’influenza in valore economico. Chiunque abbia qualcosa da dire, che si tratti di cittadini comuni o di più celebri opinion leaders, ha ora la possibilità di trasformare la propria capacità di influenzare gli altri in guadagno, grazie a una ben definita un’unità di misura.
Idee, opinioni e aggiornamenti di stato sono ciò che davvero rende i social media potenti. L’industria della comunicazione e dell’informazione l’ha compreso prima di altri settori, aggiungendo possibilità di condivisione dei contenuti e guadagnando così in termini di contatti e di risultati sui motori di ricerca. Su questa scia, è l’e-commerce che punta adesso a nuove opportunità di pubblicazione, dalla recensione di una scheda prodotto direttamente dal sito fino alla condivisione della vacanza appena prenotata o al suggerimento di un qualsiasi servizio sulla propria bacheca. Insomma, è l’affermazione del “total sharing” oltre i semplici contenuti.
E la televisione, saprà adeguarsi all’incedere della rivoluzione digitale o resterà indietro? Guardare la tv è per molte persone già di per sè un’attività sociale. Sono tante, per esempio, le trasmissioni che consentono agli spettatori di commentare la diretta attraverso gli sms o su Twitter, ma nel 2012 l’interazione con la ”scatola magica” diventerà un’esperienza ancora più social. E’ nata da poco, ad esempio, l’innovativa piattaforma Get Glue, che permette di fare un vero e proprio “check-in” alle trasmissioni preferite e di creare album a tema. Una tendenza destinata a stravolgere il mercato del settore, da sempre scosso dalle polemiche sul sistema di rilevazione degli ascolti.
Visto che, come ci ha ricordato pure il presidente Napolitano nel suo discorso di fine 2011, il nuovo anno si porterà dietro i vecchi problemi economici, lo stesso settore dei soldi si sta avviando lungo un sentiero caratterizzato dall’approccio più social. Alcune interessanti piattaforme, in particolare, si stanno dotando di strumenti di “micro-economia”, per dare a chiunque abbia un progetto la possibilità di attuarlo ricorrendo a forme di sostegno spontaneo in Rete in cambio di un piccolo ritorno economico. Una di queste di chiama Quirky e si occupa di ricerca, consentendo alle idee più valide di essere notate e aiutate a essere prodotte e vendute. La formula è quella del guadagno/risparmio, con tanti altri esempi di siti in cui a farla da padrone è la negoziazione diretta tra i singoli col superamento di ogni sovrastruttura.
Non c’è che dire, tante belle e promettenti innovazioni. Ma guardando alla sola realtà italiana, quale potrà essere l’impatto del progresso tecnologico? Dai dati dell’ultimo censimento Istat, si evince la sempre maggiore dimistichezza degli italiani con le nuove tecnologie ma si confermano altresì gli storici ritardi. Nel 2011, rispetto al 2010, è cresciuta di oltre un punto percentuale la quota di famiglie in possesso di un personal computer attestandosi intorno al 59%. L’accesso a Internet (54,5%) è invece aumentato di circa due punti percentuali, così come la connessione a banda larga (dal 43,4% al 45,8%).
Questo andamento è dovuto soprattutto ai giovani. Le famiglie con almeno un minorenne sono infatti quelle più tecnologiche, con l’84,4% che possiede un computer, il 78,9% che ha accesso a internet e il 68% che utilizza la banda larga. Sul piano della composizione sociale e demografica degli utenti, al Nord (con valori intorno al 50%) si naviga in Rete maggiormente che al Sud (distanziato di una decina di punti percentuali). Il divario si fa ancora più sensibile (quasi 25 punti percentuali) fra i nuclei in cui il capofamiglia è un operaio e quelli in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista.
Quanto ai motivi dell’utilizzo, gli italiani frequentano la Rete prevalentemente per spedire o ricevere e-mail (80,7%) e per cercare informazioni su merci e servizi (68,2%). Rispetto al passato, cresce pure la quota di coloro che usano Internet per leggere news online (+7%) e per avere consigli sanitari (+5%). Rimane stabile, infine, il numero di persone che si rivolgono al web per ottenere informazioni dai siti della Pubblica Amministrazione.
Analoga fotografia l’ha scattata sul finire del 2011 il Censis, che ha concentrato l’attenzione proprio sulle nuove generazioni. Intanto, viene confermato il dato che vuole oltre la metà degli italiani connessi, traguardo raggiunto grazie appunto alle fasce più giovani e più istruite della popolazione (87,4% rispetto al 15% degli anziani e al 37,7% dei meno scolarizzati).

Secondo il rapporto dell’istituto di Piazza Novella, il 12,3% degli italiani (26,8% per i giovani) cerca lavoro sul web; il 37,9% (46,5% per i giovani) si connette per cercare una strada o una località; il 22,5% (18,6% per i giovani) compie operazioni bancarie; infine, il 26,5% ascolta musica, il 19,3% fa acquisti, il 18% prenota viaggi e il 14,6% guarda un film (si tratta, in tali ultimi casi, quasi esclusivamente di giovani).

Per quel che riguarda l’informazione, anche per il Censis cresce la quantità di italiani (29,5%) che attinge le notizie dal web. Dato che lievita al 49% nel caso dei giovani, usi a consultare anche portali non strettamente giornalistici. In particolare, il 26,8% s’informa con Facebook, il 16,7% con Youtube, il 12,9% con gli sms  (per i giovani la percentuale sale al 17,1) e il 2,5% con Twitter (4,8% per i giovani).

Al di là dei dettagli forniti dalle statistiche, tutti i principali punti di osservazione demoscopica e i maggiori analisti in campo tecnologico annunciano che nel 2012, esattamente come negli ultimi anni, il web si caratterizzerà comunque, almeno per quella fetta di netizen più evoluta e sensibile, come uno strumento sempre più sociale mediante il quale condurre battaglie civili e sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto a tematiche assai rilevanti. Purtroppo, in questo senso, le occasioni per fare Rete e per mobilitarsi continueranno a non mancare.

Tale tendenza è stata ripresa dalla giornalista Sara Picardo nel libro Net@twork, storie di lotte di uomini e donne in Rete, di recente pubblicazione e che vale la pena leggere. Affronta tante vicende di disperazione e di conflitto sociale: dalle ex lavoratrici dell’Omsa alla mamma di Federico Aldrovandi, dai blogger che hanno acceso la miccia della primavera araba ai dissidenti perseguitati dal regime cinese, dai cassaintegrati dell’Asinara ai giovani palestinesi di Gaza, dai precari del call center Teleperformance al Popolo Viola. Tutte rievocate, attraverso la stessa voce dei protagonisti, dal punto di vista della Rete che ha consentito loro di sfondare la rigida barriera eretta dal cosiddetto giornalismo mainstream.

Di persone che hanno affidato alla sconfinata comunità del web i propri messaggi di dolore e le proprie battaglie, cercando ascolto dopo essere stati ignorati dall’informazione che conta, sono pieni i blog e i social network. Esempi “vissuti” che testimoniano le infinite potenzialità della Rete e i motivi per cui, come osserva la stessa autrice di Net@twork, una protesta isolata come quella dei lavoratori sardi della Vinyls può incontrare più sostenitori di quanti telespettatori (idioti e decerebrati!) non ottenga il Grande Fratello.

Insomma, il progresso è tale solo se si rivela utile alla società e se trova in essa ampie possibilità di condivisione. A maggior ragione se si tratta delle moderne tecnologie con le quali, volenti o nolenti e specialmente nel decisivo ambito della comunicazione, tutti dovremo imparare a fare i conti. Proprio come con la crisi economica.


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Nasce “Uribu”, il network davvero social

lunedì, dicembre 5th, 2011
Sarà un ulteriore segno dei tempi che cambiano, ma nella Rete è sbarcata una piattaforma innovativa di cui si sentiva probabilmente il bisogno. Uribu è frutto della straordinaria creatività di un gruppo di giovani italiani messa al servizio del bene comune, un network che farà il social sul serio occupandosi dei piccoli e grandi soprusi quotidiani, dei cattivi comportamenti e del disprezzo delle regole che troppo spesso ammorbano la vita nel nostro Paese.

Darà spazio alle denunce degli internauti, almeno di quelli più impegnati e sensibili, che finalmente potranno condividere in Rete vere e proprie battaglie di civiltà senza trascorrere ore e ore davanti al Pc usandolo solo per un insulso cazzeggio e per futili scacciapensieri.
Uribu è la prima piattaforma online per segnalare in maniera del tutto anonima soprusi o malfunzionamenti di servizi pubblici e privati. E’ una civetta che osserva e racconta tutto ciò che non va. La base ideale sembra essere quella del discusso progetto di Wikileaks, con la differenza che in questo caso non vi sono inchieste stimolate dalle rivelazioni di “gole profonde” del sistema ma l’unica protagonista è la cittadinanza.
Sulla home del sito, si legge una frase che ricorda molto anche lo spirito che anima una trasmissione televisiva fortunatissima come Striscia la notizia: “Se per te l’abbandono di un cane, il maltrattamento di un disabile, la sosta su uno scivolo del marciapiede o un semplice autista che non rispetta le fermate pubbliche e altri milioni di esempi sono azioni normali, chiudi pure questo sito. In caso contrario se credi che il rispetto, la giustizia siano fondamentali rimani pure e aspetta la nascita di Uribu”.
La completa operatività del portale dovrebbe scattare da metà dicembre, e gli amministratori confidano nella possibilità di ottenere finanziamenti spontanei da semplici cittadini, attraverso le micro donazioni Paypal, e da mecenati più illustri, magari del mondo dell’impresa, dotati di particolare sensibilità rispetto alle tematiche sociali.
A disposizione dell’utenza ci saranno dei form, ognuno dei quali dedicato ad accogliere le segnalazioni inerenti una specifica area: dai trasporti pubblici alle infrazioni stradali, dalla sanità all’istruzione. Si potranno poi condividere le foto e i video delle indecenze rilevate dai cittadini, nell’auspicio che ciò possa rappresentare un ulteriore impulso all’azione delle autorità. Il tutto affidandosi a una semplice interfaccia grafica basata su categorie e integrata con Google Maps.
I giovani e competenti “rivoluzionari” che hanno sviluppato Uribu si propongono, come loro stessi hanno annunciato in qualche intervista, di cambiare i concetti di diritto, di uguaglianza e di giustizia sul web, “perchè è arrivato il momento di riprendersi la parola dopo che per anni hanno tentato di imbavagliare la Rete”.
Gli unici dubbi, in tal senso, riguardano i possibili rischi legati alla violazione delle norme sulla privacy e al ricorso indiscriminato alla delazione laddove si consentisse la pubblicazione senza filtri di foto o filmati diffamanti, riguardanti ad esempio volti, abitazioni o targhe di autoveicoli.
Tuttavia, sempre gli ideatori del sito provano a tranquillizzare i più scettici: una volta pubblicata, la denuncia verrà quindi sottoposta al giudizio della community, chiamata a valutarne l’attendibilità col classico sistema di votazione da 1 a 5 stelle, che dovrebbe permettere di individuare e rimuovere le segnalazioni fasulle. Sarà lo stesso web, insomma, a svolgere il delicato ruolo di moderatore ma non mancheranno altri strumenti di sicurezza per evitare voti multipli o tentativi di hackeraggio.
Per gli abusi e le ingiustizie, per gli sprechi e il malaffare arriva dunque un nuovo nemico assai determinato e temibile: la voglia di ritrovato protagonismo di quell’ampia fascia di cittadini attivi e indignati, che hanno scelto Internet come proprio modello di impegno etico e di partecipazione civile. Le darà voce Uribu, un po’ Wiki e un po’ Striscia.


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Internet: Chrome supera Firefox. E’ il browser più usato dopo Internet Explorer

venerdì, dicembre 2nd, 2011

Internet – È Chrome il browser internet più diffuso dopo Internet Explorer di Microsoft. Il navigatore internet di Google, che ha debuttato nel 2008, ha superato per la prima volta… Read more »

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Zynga fissa il prezzo dell’Ipo tra 8,50-10 dollari per azione

venerdì, dicembre 2nd, 2011

Internet – Zynga, specialista dei social gaming, venderà il 15% circa del capitale con il suo ingresso in Borsa fra due settimane. E’ quanto si legge in un filing inviato… Read more »

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Marketing vs Legal, a Milano tavola rotonda di Portolano Colella Cavallo Studio Legale

venerdì, dicembre 2nd, 2011

Le nuove iniziative di marketing vedono sempre più protagonista il consumatore e rendono i diritti d’immagine ed il trattamento dei dati personali temi caldi delle attività promozionali/pubblicitarie. Tra il “SI… Read more »

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La Cina in fila per PlayStation Vita

venerdì, dicembre 2nd, 2011

Games – Anche la Cina sembra essere impazzita per PlayStation Vita, paese dove la nuova console Sony uscirà a ridosso del Natale, il 23 dicembre.   Lunghe file per le prenotazioni… Read more »

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Un action-GDR nel futuro Square Enix

venerdì, dicembre 2nd, 2011

Games – Square Enix sta utilizzando il famoso Unreal Engine 3 per realizzare un “nuovo e massiccio action-GDR”. A rivelarlo, come sempre, sono state le pagine dell’ultimo numero di Famitsu.   A capo del… Read more »

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Kinect: un mezzo fallimento in Giappone

venerdì, dicembre 2nd, 2011

Games – Sono passati circa 12 mesi dall’uscita di Kinect in tutto il mondo, ma mentre negli Stati Uniti e in Europa si registra un ottimo successo per la periferica Microsoft, altrettanto non… Read more »

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UK Interactive Entertainment: Sony e Nintendo devono smettere di fare console

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Games – Secondo Andy Payne, presidente della UK Interactive Entertainment, Sony e Nintendo dovrebbero abbandonare la produzione di console per dedicarsi esclusivamente allo sviluppo di software per dispositivi portatili.   “Immaginate un Mario o uno Zelda per Android”, ha… Read more »

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